L'attività teatrale a Povo aveva vissuto un periodo d'oro nell'intervallo fra le due guerre mondiali. Gli spettacoli venivano presentati nel teatro "Concordia" di proprietà dell'oratorio parrocchiale. Quella sala,durante gli assi 60/70,era stata usata per la proiezione di film di grande richiamo. Poi,l'avvento della televisione,aveva allontanato molti spettatori e il gruppo che organizzava le proiezioni era entrato in crisi,aggravata dalle critiche da parte della popolazione e dal veto del parroco Don Noriller posto sulla scelta di alcune pellicole. In quel contesto si collocava la rinascita di una compagnia filodrammatica a Povo. Durante una riunione promosso proprio dal parroco,per discutere sul destino del teatro,Carlo Giacomoni si rendeva disponibile a far rinascere in paese una compagnia filidrammatica,associazione che avrebbe contribuito a valorizzare e rendere disponibile,alla comunità,la struttura teatrale. Carlo Giacomoni, promotore dell'iniziativa,aveva aveva al suo fianco gli amici Marco Giacomoni e Antonio Tomasi "Lasta",ai quali presto si aggiungevano Emilio Bernardi e Maria Gretter. La filodrammatica fu chiamata "Concordia" dal teatro e "74" come l'anno di fondazione. Per il debutto il 7 aprile '74 la compagnia proponeva una commedia brillante di Mario Paoli da titolo "Quel che no i credeva lori". Il '77 registrava un generoso tentativo di far rivivere nella sala del teatro il cinema. Si riaccendevano così le luci del grande schermo grazie alla disponibilità di Caudio e Paolo Calliari, Giancarlo Ianes e Adriano Demattè, sotto la guida tecnica ed esperta di Luigino Lunelli. Tuttavia,i costi elevati,la scarsa affluenza di pubblico e l'accattivante offerta televisiva,decretavano pochi anni dopo,la fine anche di questa fase di proiezioni cinematografiche. L'inizio degli anni 80, vede la Filo alla ricerca di testi sempre più impegnativi che la spingono a far conoscere i propri lavori sia in abito provinciale che fuori dai nostri confini. E' il tempo delle commedie "I fioretti di Fra Gaetano" nell'80 replicata 15 volte e dello spettacolo "La not dele streghe" nell'81 con ben 25 repliche, portata in scena a Basilea,in Svizzera e a Monaco,in Germania. In un teatro Concordia, per la prima volta rimaneggiato e migliorato sotto l'aspetto logistico, viene ospitata per alcuni anni a partire dall'82 l'importante Rassegna "Mario Roat", formula che vede la partecipazione dei più qualificati gruppi teatrali trentini. La scomparsa di Isidoro Trentin nell'85, già maestro fiduciario della scuola elementare di Povo e sostenitore di molte associazioni del sobborgo,ha fatto nascere fra i componenti della Filodrammatica, l'idea di organizzare annualmente una rassegna teatrale che portasse il suo nome. La prima Rassegna "Isidoro Trentin" si è svolta a Povo nei mesi di Febbraio/Marzo 1986 e ha visto la partecipazioni di ben 6 compagnie teatrali. Seguono, negli anni,alcune fra le più belle e fortunate commedie portate in scena al "Corcordia" come "Vecie storie" e "N om fortunà" presentata anche al "Sipario d'oro". Il decennio si chiude con "Tenente pizon" dello scrittore locale Massimo Gasperi e con la rappresentazione "La famosa telefonada dele oto e ventizinque" scritta appositamente per la Filo "Concordia 74" da Elio Fox. Una parola va spesa per ricordare le gite che dall'84 gli animatori della Filodrammatica propongono ad amici e simpatizzanti. Da Madrid a Budapest, da Londra a Berlino, e poi, i luoghi più belli della nostra Italia sono state le mete, e ne abbiamo ricordate soltanto alcune, dove i pullman prenotati dalla Filo hanno portato numerosi ed affiattati amici del teatro e del buonumore.   Negli anni 90 le nuove disposizioni in tema di sicurezza obbligano molti teatri, la maggior parte parrocchiali, alla chiusura in quanto non più corrispondenti agli standard previsti dalla legge. Anche Povo doveva fare i conti con questo stato di cose perchè il vecchio "Concordia" non aveva gli standard qualitativi richiesti e c'era quindi il rischio di una imminente chiusura a tempo indeterminato. Si decideva per l'ammodernamento e viniva aperto il cantiere, che avrebbe reso il "Concordia" uno dei più bei teatri della città. In questo frangente risultava determinante il sostegno e l'interessamento dell'allora assessore Silvano Grisenti. Molte le migliorie apportate, che riduceva la capienza della sala a 208 posti, ma garantivano il rispetto delle norme di sicurezza. Interventi di artisti locali come Achille Franceschini, Silvio Visintainer e Spartaco Lizzi, concorrevano ad abbellire le facciate interne. A ripianare in parte la rilevante spesa di ristrutturazione non coperta da contributi provinciali, contribuivano sottoscrizioni di singoli cittadini attraverso appositi bollettini di versamento, Associazioni laiche e relegiose e benefattori, nel convincimento che il teatro rappresentava un bene prezioso per tutta la comunità. Il rinnovato Teatro Concordia veniva inaugurato il 20 Febbraio 1994 con la commedia "Vecie storie" interpretata dalla Filo locale. Nel '95 la rassegna teatrale intitolata alla memoria di Isidoro Trentin, veniva dedicata ache agli amici Marco Righi, scenografo della nostra Compagnia, Maurizio Moser che con la sua competenza di falegname allestiva le scene e Alessandro Sperotto, prezioso collaboratore dietro le quinte. Per festaggiare i 30 anni della Compagnia teatrale, Carlo Giacomoni chiedeva ad Antonio Dalpiaz, la disponibilità a costruire un copione "ad hoc" per la comunità di Povo, intessuto su un filone storico ricavato dal libro "Quando Povo era Comune" di Antonio Bernabè. Ne usciva un testo impegnativo per la molteplicità di personaggi e i vari cambi di scena che costringevano gli attori e i collaboratori a un lavoro straordinario, premiato dall'apprezzamento del pubblico intervenuto numerosissimo alla "prima". Quella serata si concludeva con un inaspettato epilogo,quando l'ex postino di Povo Elio Pontalti,consegnava al Presidente della Filo Carlo Giacomoni, un telegramma pervenuto dal Commissariato del Governo che rendeva la sua nomina a CAVALIERE ALL'ORDINE DELLA REPUBBLICA.

                       

La Compagnia ha presentato ben 29 opere: Quel che non credono lori, Donna Giuditta da Brusago, El dotor Buzanga el ga da far, La signora Gigia, En malgar ma che om, Quattro fradei reversi, En caso desperà, L'è me fiol....L'è me fiol, Vecie storie, Fiori de naranz, I fioreti di fra Gaetano, La not dele streghe, Na sera de vendro, N'òm fortunà, Tenente Pizon squadra omizidi, Martina te sei la me rovina, Me zendro spazin e mi... bechin, La famosa telefonada dele oto e vintizinque, Vecie storie (II serie), Ndo che canta el gal zedron, Pitost che 'n funeral, Aristide e Tobia uno gobo e l'altro spia, El belveder e la bancheta, El capel de merican, Sen tuti da manicomio, Don Oreste el....guasta teste, Beniamino Ciopeta apaltator, Fum 'n tei oci, Bastava na bota.  Il gruppo ha partecipato a varie rassegne di cui quattro edizioni della rassegna teatrale trentina,organizzata dalla CO.F.AS. e intitolata alla memoria di Mario Roat e quattro edizioni di Palcoscenico Trentino. Ha recitato per la "Trentini nel mondo" a Zurigo, Basilea, Monaco di Baviera e Francoforte. 


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